1.2 Voci dal Tempo
Al centro dell’anello, senti suoni e fragranze che ti
traspongono in un’antica foresta, dalla vegetazione rigogliosa e gli alberi
secolari, colmi di saggezza; la brezza soffia tra i rami, producendo sussurri
con cui la natura sta parlando di te.
Tra molti rumori uno in particolare attira la tua attenzione: e’ un suono profondo che senti vibrare nel tuo essere e che ti chiama, nelle profondita’ della foresta; seguilo con fiducia, scoprendo un sentiero lastricato di pietre, levigate e corrose dal tempo che diventano vive al tuo passaggio ed accarezzate dai tuoi passi, ti donano una sensazione di dolcezza e pace.
Muschi e piccole sorgenti che zampillano dalle profondita’ della Terra, ti accompagnano a comprendere diversi livelli di sentire e di coscienza, nelle molteplici forme della vita e poco per volta, sfiorando con passo leggero le pietre ormai in molti punti sconnesse, ti senti avvolgere da suoni che diventano parole, di nostalgia ma anche di compimento.
E’ bello sentire che un piede umano sfiora le mie pietre che una dietro
l’altra conducono al Tempio ormai abbandonato da molto tempo; assaporo la tua
venuta e mi ricordo come fosse adesso, i passi dei devoti che giungevano fino a
me, con offerte d’incenso e di frutta fresca; le loro preghiere sono ancora
nell’aria e posso sentirle chiaramente, come lo puoi fare anche tu, se rimani
attento.
C’erano dei
villaggi nel folto della foresta e gli abitanti venivano sempre da me, per
ritrovarsi, pregare e meditare ma ormai, abbandonati secoli fa, sono stati
avvolti dalla foresta, diventando tronchi nodosi e muschio ma l’essenza divina
di allora non mi ha lasciato ed ancora dimora in me.
Vieni
dunque, segui il sentiero lastricato, ti svelero’ i
miei segreti.
Misteriose e dolci presenze ti accompagnano e ti sembra di vederle intorno a te, mentre cantano e confidano a Dio i loro timori, i loro desideri del cuore, portando offerte di prezioso cibo di cui si privano con amore.
La vegetazione si dirada un po’ e raggi di luce illuminano le rovine di un antico tempio; alcune scale portano all’ingresso e puoi ancora vedere ampi porticati, corridoi ed intuire che parecchi monaci hanno abitato qui in un’era lontana.
La voce che ti ha accompagnato si fa piu’ distinta e chiara, trasmettendoti autorevolezza ed affetto.
Guarda
intorno a te e senti il profumo dell’incenso che si leva in volute leggere, la
fragranza dei frutti freschi e le preghiere che ancora sussurrano tra una
pietra e l’altra; molti monaci sono qui vissuti e morti, creando una grande
pace che attirava come un magnete tante persone che qui potevano ritrovare
aspetti profondi di loro stesse, in momenti di silenzio e di unione con Dio,
capendo segreti del Sogno della vita.
Certo, come
puoi vedere, non sono piu’ bello come una volta,
quando ogni pietra decorata era al suo posto e gli archi del porticato
incanalavano una brezza leggera che ritemprava dalla calura estiva
ma le energie di allora sono ancora presenti ed alcuni monaci vissuti
qui, che ormai dimorano in altre dimensioni, vengono talvolta in visita, per
pregare insieme come allora.
Guardando
me stesso, le pietre cadute sepolte dalle vegetazione,
il tetto mancante e le pareti che le infiltrazioni d’acqua fanno cedere sempre
di piu’, non mi sento infelice ma assaporo un dolce
compimento in questo mio lento e dolce sprofondare nella foresta e nella Terra
che mi accoglie, diventando uno con essa, come tutti i monaci che sono morti e
che i loro corpi sono diventati tutto cio’ che vedi.
Il loro
spirito e’ cosi’ diventato libero di vagare, di vivere
altre esperienze e di conoscere altri compimenti e cosi’
sara’ anche
per me, quando l’ultima pietra si sara’ sgretolata
diventando muschio; non ho particolare fretta di questo momento che verra’ quando sara’ il giusto
tempo e mi piace abbandonarmi ai ricordi.
Ho buona
memoria e ricordo bene tutti coloro che sono venuti presso di me; sapevo
leggere i loro pensieri e la loro devozione ed amore erano quasi sempre sinceri
e puri.
Spesso
portavano anche delle pecore e capre non per sacrificarli ma perche’ fossero benedette, da latte abbondante e dessero
alla luce cuccioli sani e forti; sento chiaramente risuonare i loro zoccoli ed
i loro belati che poco per volta diventavano silenzio, poiche’
dopo poco le bestie diventavano tranquille, assaporando anch’esse
Qui, puoi
vedere ancora i resti delle cellette dei monaci; erano stanze piccole ma accoglienti che offrivano un riparo alle
intemperie e frescura nelle stagioni calde; quante storie possono raccontare le
pietre di questi muri! Le vite di coloro che hanno passato i loro giorni in
questo luogo, a purificarsi, a capire ed a guidare altre persone verso il
Sentiero: tutti esseri semplici, abituati al contatto con la natura, generosi e
spontanei, come i frutti che essa dona.
C’erano
anche dei libri di preghiera che venivano riposti in
scaffali di legno ma non ne e’ rimasta alcuna traccia se non le voci e le
melodie, trasportate dal vento; molte di queste celle hanno ospitato santi che
si sono uniti a Dio e le loro energie divine sono ancora presenti rendendo
sacro questo luogo, attirando ancora qualche eremita che ama meditare qui e
rimanerci per qualche tempo.
Dirigiti
verso quello stretto passaggio di fronte a te e ti troverai
al centro del tempio, dove la luce e’ piu’ intensa e
Il passaggio e’ al buio ma senti che non ci sono ostacoli che ti fanno inciampare; ti addentri nella zona piu’ intima del Tempio e ti senti avvolto da una grande pace; percorri un corridoio ampio e semicircolare ed attraverso un’arcata ancora intatta, ti ritrovi in uno spazio molto luminoso.
Cespugli fioriti e felci adornano l’ambiente ed il muschio ricopre il terreno; vedi resti di antiche statue, posti per le offerte e, tra i raggi radenti del sole che crea giochi di luce e d’ombra sulle pietre, vedi una persona in meditazione.
La pelle e’ consunta dal sole ma non ha rughe, una folta barba candida le adorna il viso e la folta capigliatura le scende sulle spalle; indossa un perizoma ed una ghirlanda di fiori freschi: resti ad osservarla, in silenzio sentendo che emana da essa un grande amore.
La voce riprende a parlare.
Che dono
grande! Questo asceta lo conosco bene, viene spesso da me, benedicendomi con la
sua presenza ed ama molto meditare in questo luogo; mi abbandono, mi lascio
trasportare nelle divine dimensioni di coscienza della sua estasi e divento
anch’io uno con Dio.
Allora le
mie rovine non esistono piu’, i muri sgretolati
perdono la loro consistenza ed io assaporo il compimento dove ogni suono
diventa silenzio ed ogni mia pietra luce.
Resta ancora in questo luogo sentendo le vibrazioni delle
pietre che ti donano pace e ti aiutano a ritrovare la via di luce verso le profondita’ del tuo cuore.

Voci dal Tempo