3.3 Il Segreto del Dono

 

Al centro dell’anello, ti appare un bosco di pini, ricco di profumo di resina e tu ti ritrovi li’ a passeggiare tra l’ombra degli alberi dove intravedi una figura luminosa che ti si avvicina; e’ lo Spirito di un tasso, che accompagna la bestiola avvolta da una luce dorata.

Si ferma davanti a te ed incomincia a parlarti.

 

 

Quando il Maestro del nostro Regno ha detto che potevamo raccontare una nostra esperienza ad un essere umano, ho subito chiesto di poterlo fare poiche’ ho un segreto che riguarda me ed una persona della tua razza e sono contento che tu mi ascolti.

Ero un cucciolo quando sopra un vecchio tronco coperto di muschio, nel folto del bosco, dove la luce stenta ad arrivare, apparve per la prima volta qualcosa di inaspettato e misterioso; era candido e profumato, dalla consistenza friabile e gli adulti erano timorosi ma annusandolo sembrava buono ed uno di noi ebbe il coraggio di assaggiarlo, ne mangiai anch’io e mi ricordo ancora il sapore di quella prima volta, cosi’ diverso da tutto cio’ che conoscevo.

Sempre, ogni notte, quando con i miei compagni e la mia famiglia andavamo alla ricerca di cibo, seguendo i passi guardinghi delle nostre prede, il candido dono appariva allo stesso posto; non ci siamo mai confrontati su cosa potesse essere e da chi provenisse ma ognuno aveva nel proprio cuore una risposta che custodiva gelosamente ed io ho sempre creduto che fosse una Fata del bosco che ci custodisce, a portare dei pezzi di Luna solo per noi e negli anni il desiderio di vederla e conoscerla si e’ fatto sempre piu’ intenso e piu’ forte del timore.

Ho chiesto spesso al cielo notturno, quando si adorna di stelle, di esaudire questo mio desiderio ma mi e’ stato suggerito in sogno che saranno le prime luci dell’alba a realizzarlo, quando l’Angelo della Notte si inchina a quello del Giorno che fa risplendere il sole, e quindi ho aspettato qui nel folto della vegetazione in paziente attesa.

Sono rimasto vigile a lungo fino a che ho sentito un fruscio che si avvicinava sempre di piu’ ed ho visto, tra la prima luce che danza tra i rami degli alberi, una figura alta, con dei capelli bianchi, che si avvicinava lentamente, con un passo pesante che lasciava impronte sul terreno;  sul tronco metteva con cura quei pezzi bianchi, rimanendo ferma a guardarsi intorno ed io ho percepito in essa delle energie di dolcezza e di affetto.

Mi sono avvicinato con cautela al tronco ed ho annusato il profumo dei doni lasciati, la Fata mi aveva visto e mi sorrideva! L’ho guardata da vicino ed ho sentito che era proprio lei che ho sempre atteso e sono rimasto fermo, senza paura fino a che ella mi ha sfiorato con la sua mano leggera ed io ho sentito dolci energie che mi avvolgevano.

Per lungo tempo questi incontri alle prime ore dell’alba sono stati il mio segreto e li attendevo con gioia crescente per tutto il giorno fino a notare che la mia fata mi appariva sempre piu’ debole, i suoi passi mi sembravano piu’ stanchi e pesanti fino a che un giorno l’ho attesa invano: non e’ venuta all’appuntamento ed il tronco e’ rimasto tristemente vuoto.

 

Ho pensato con tristezza che dovevo averla offesa, che lei mi aveva abbandonato e mi sono messo alla sua ricerca, con l’intenzione di capire dove avevo sbagliato per farmi perdonare; ho seguito il suo profumo, cosi’ particolare ed intenso, diverso da tutti quelli che ho sempre sentito ed ho percorso sentieri misteriosi dove mi sembrava  fosse passata.

Ho intuito di essere sulle sue tracce  ed una strana inquietudine mi avvolgeva fino a che ho visto la mia dolce Fata adagiata per terra, come se dormisse ed i suoi capelli candidi erano mossi da una lieve brezza; mi sono avvicinato silenzioso e l’ho osservata da vicino, mentre il sole stava declinando e gli ultimi raggi di sole illuminavano il suo bel viso; mi sorrideva ed io ho compreso che e’ andata via in quel luogo in cui ora non la posso raggiungere ed in cui sono andati molti animali che so.

Ho annusato le sue mani ed ho deciso di donarle qualcosa, per ringraziarla della sua gentilezza ed amore e con la bocca ho colto delicatamente alcuni fiori e rami di felci e li ho disposti come meglio ho potuto sulla mano che mi ha sfiorato cosi’ tante volte e mi sono allontanato in silenzio, pervaso da una dolce pace.

 

E’ passato del tempo da allora e quando vedo la luna nel buio della notte mi ricordo di quel cibo candido e buono e quando vedo il tipo di fiori che ho colto per lei, la vedo adornata di essi.

Bello e’ il dono, dolce la gratitudine ed il ricordo diventa una realta’ sempre nuova e bella; aspetto ancora l’alba, vicino a quel tronco d’albero e rivedo la sua figura, diventata leggera, trasparente e radiosa, che danza sui raggi del sole, si avvicina e mi accarezza ancora con la sua mano delicata.

 

 

Vedi che la luce dorata intorno all’animale si fa piu’ splendente mentre la figura resta ancora in silenzio a guardarti, leggendo nel tuo cuore fino a che lo sente sorridere ed allora svanisce, salutandoti con la mano, mentre il tasso si allontana lentamente, nel folto del bosco, senza piu’ voltarsi indietro.

 

 

 

Il Segreto del Dono