L’Eterno Ritorno

(Maestro dell’Elemento Acqua)

 

Al centro dell’anello, vedi un susseguirsi di corsi d’acqua; ruscelli contornati da vegetazione, cascate impetuose che rotolano tra rocce e gole, fiumi maestosi su cui navigano diverse imbarcazioni; queste immagini si alternano fino a fondersi lentamente nella distesa di un calmo oceano, che si perde all’orizzonte.

Vedi che dalla sua superficie emerge una figura dai colori mutevoli, con grandi occhi di un blu profondo; e’ il Maestro dell’Elemento Acqua che vuole parlarti.

 

 

Desidero narrarti del mio eterno ritorno, del ciclo senza fine che percorro sulla Terra, del mio destino, simile a tutti gli esseri viventi che, come me, vivono esperienze su questo pianeta.

Viaggio in una dimensione circolare, quindi non ha molta importanza il punto di partenza, scelgo allora come mio inizio le gocce che si formano sotto le rocce, nelle caverne e negli anfratti e che danno origine a pure sorgenti limpide e chiare che, tranquille, riposano a lungo in laghi sotterranei da cui si formano piccoli corsi d’acqua che si mettono in cammino nelle profondita’ buie della Terra.

Qui imparo una saggezza antica, nel silenzio che distilla il mio essere con lentezza e che spesso mi unisce al destino di stalattiti e stalagmiti che da me hanno inizio; mi lascio andare dolcemente, facendomi guidare in vie insondabili dove diverse energie seguono i miei passi fino a quando una luce accecante mi accoglie ed io emergo in superficie, potendo vedere il sole, il paesaggio e tutte le bellezze che mi circondano.

 

Sono un piccolo ruscelletto che incomincia a conoscere il verde della vegetazione, diventando suo nutrimento, vedo gli animali misteriosi e guardinghi che si abbeverano sulle mie sponde ed il mio percorso mi dona nuove consapevolezze e vaghi ricordi d’infinito quando sento che stelle e luna si specchiano nelle mie acque calme.

E’ una nostalgia misteriosa che mi spinge ad andare avanti e che mi fornisce la forza della corrente, facendomi diventare piu’ grande e piu’ profondo, unendomi a molti altri ruscelli fino a trasformarmi in un bel fiume che ospita parecchi pesci che nuotando mi accarezzano al loro passaggio ed io imparo a conoscerli uno ad uno, a seguire le loro vie ed i loro destini, dialogando con loro ed arricchendomi di nuove esperienze.

Faccio conoscenza della razza umana che naviga sulle mie acque con le sue imbarcazioni, che pesca nelle anse tranquille e che gioca con me quando sguazza in me; osservo in quelle occasioni che la mia funzione si colora di nuovi aspetti, comprendo, con sgomento e rispetto, il mio importante ruolo nell’equilibrio della Terra e divento piu’ responsabile ed attento.

 

Nei grandi fiumi conosco la mia maturita’ e la mia forza che puo’ distruggere interi villaggi e raccolti, causando morte e rovina ma non mi soffermo su questi eventi, poiche’ tutto passa ed io porto via nella mia corrente ogni cosa che a me si abbandona, al suo compimento.

Nel Gange, divento sacro e mi arricchisco di energie divine che scambio con i grandi Maestri che vengono in pellegrinaggio presso di me e che talvolta decidono di abbandonare il loro destino alle mie acque, affinche’ diventi per loro il ponte verso l’altra sponda e sono in questi luoghi che incomincio a comprendere il significato del mio scorrere che sembra senza fine ma che deve avere una meta precisa e sento sempre piu’ forte la nostalgia dell’infinito che il cielo mi ricorda, quando si specchia in me e desidero riposo e compimento.

Quando i grandi fiumi si avvicinano al mare, assaporo una gioia particolare e nuova, una sensazione di pienezza e di appagamento che si realizza quando divento mare e mi dispiego in ogni onda, fondale e profondita’ poiche’ questa e’ la mia dimora e la mia meta.

 

Nell’Oceano la goccia sorta da quella roccia cosi’ lontana, trova la sua dimora ed il suo significato ed io posso assaporare  la mia unione con l’infinito che si riflette in me; intere costellazioni, galassie e soli lontanissimi danzano tra le mie onde ed io divento lo stesso cielo infinito che brilla sulla mia superficie.

Comprendo pienamente il significato del mio eterno ritorno, le mie infinite nascite, i miei viaggi e le mie realizzazioni, poiche’ l’onda diventa oceano come la goccia diventa mare ed io sento la vita nelle mie profondita’ che si muove; osservo i colori brillanti dei pesci tropicali, i colori bianchi delle spiaggie di corallo e le mie varie tonalita’, dal blu scuro al turchese, seguo le danze dei delfini e delle grandi balene che si divertono ad emergere ed a rituffarsi nelle onde, con spruzzi e fragore, e sento le loro confidenze che si propagano come diversi suoni nelle mie acque.

Nella superficie dell’oceano, vivo il miracolo che attraverso l’evaporazione mi fa volare verso l’alto dove divento nuvola leggera che si lascia trasportare dal vento e da cui posso vedermi correre senza freni sulle mie acque ed il mio viaggio continua, poiche’ divento sempre piu’ pesante fino a che mi trasformo in pioggia, vivendo l’esperienza della caduta e le molteplici sensazioni che ne conseguono: sono nella terra ed intuisco la vita che nutro, scivolo sulle foglie ed esalto i loro profumi, ritorno nell’oceano e mi insinuo nelle rocce e negli anfratti dove ritorno ad essere la goccia delle profondita’ misteriose che aveva iniziato il viaggio, in un istante senza tempo.

 

Cosi’ vivo tutti questi momenti, in ogni mia forma: mi dissolvo nelle pozzanghere asciugate dal sole, divento ogni essere vivente che in me si disseta, mi trasformo nella pace dei laghi e come nuvola, guardo dall’alto ogni mio percorso, scoprendo sempre nuovi aspetti del suo eterno ritorno e nella mia saggezza senza eta’, vedo come il mio viaggio sia simile a quello di ogni essere vivente, specialmente a quello dell’umanita’.

Non senti anche tu ad un punto del tuo percorso, una vaga nostalgia di qualcosa di vasto che ti accolga, da cui sai che provieni ed a cui intuisci che dovrai tornare?

Non sei forse anche tu la goccia che vive molteplici morti e rinascite fino a che si unisce al fiume per ridiventare Oceano?

Ci sono gocce che per sempre sono in me e scendono sempre piu’ nelle profondita’ dei miei mari dove tutto e’ immobile, nella pace e nel silenzio e ci sono quelle che desiderano stare piu’ in superficie per vivere le infinite trasformazioni in vapore, nuvole e pioggia: ognuna ha i suoi ricordi e le sue vie ma alla fine tutte troveranno il loro percorso verso l’Oceano e attraverseranno il ponte senza nome da cui non sentiranno piu’ il bisogno di tornare.

A te che leggi queste parole, ascolta la voce dell’acqua, rivivi il suo lungo viaggio fino a riscoprire in te il desiderio di ritornare alla sorgente dove il ciclo ha il suo compimento, nella goccia che diventa mare, nelle sue profondita’ insondabili, senza piu’ ritorno.

 

 

Le parole svaniscono nel fragore delle onde del mare, negli spruzzi di una maestosa cascata e nel suo rombo e poi ogni suono scende di tono, ritornando alla sua silenziosa sorgente e tu ti senti accogliere dalle profondita’ dell’Oceano dove c’e’ solo realizzazione e compimento.

 

 

 

L’Eterno Ritorno